Dolore al collo e cervico-brachialgia: la cervicalgia è definita, come un dolore od una sensazione sgradevole compresa tra nuca e spalle. Tali sintomi possono essere riferiti anche al tronco, alla scapola, al braccio, al capo, ma non interessa solitamente l’arto superiore sotto al gomito.
Spesso, nel parlar comune, si utilizza il termine “torcicollo”, questo è solitamente utilizzato nel caso ci sia anche presente una riduzione di mobilità in alcune direzioni, che implicano una postura anomala del collo; non bisogna comunque far confusione con il torcicollo congenito, che è una patologia specifica, presente sin dalla nascita.
Sebbene il dolore cervicale possa essere disabilitante e arrivare ad alti livelli, nel 90% circa dei casi non è causato da patologie serie o problematiche strutturali importanti. Questo tipo di cervicalgia, molto diffusa e benigna, viene definita non specifica. Quest’ultima colpisce, tipicamente, le persone di mezz’età, raggiungendo il picco d’incidenza e prevalenza tra i 40 e 50 anni.
La cervicalgia può essere sia un evento isolato con la durata variabile da pochi giorni a 6 settimane, sia entrare nella fase sub acuta e nella fase cronica con durata superiore a 6 mesi e numero alto di episodi di dolore al collo.
Nonostante il termine “cervicalgia cronica” venga molto utilizzato, esso può essere forviante, infatti, potrebbe far pensare ad una patologia per la quale non esistono cure efficaci, quando invece viene utilizzato per indicare, semplicemente, un dolore che dura da più di 3-6 mesi.
Da un punto di vista obiettivo, la cervicalgia non specifica può associarsi a diversi mal funzionamenti dell’apparato muscoloscheletrico, come ad esempio: rigidità (riduzione del movimento del collo), deficit di forza o coordinazione, dolore alla palpazione etc. Tali disfunzioni possono colpire, secondariamente, anche distretti vicini, quali spalla, testa e viso, torace e schiena.
Dagli esami radiologici, come RX, TC o risonanza magnetica nucleare, possono emergere molti segni (riduzione degli spazi intervertebrali, protrusione del disco, artrosi delle articolazioni, alterazioni dell’allineamento, bulging discale, disidratazione dei dischi intervertebrali etc.). E’ importante precisare che tali segni sono presenti frequentemente anche in soggetti sani e, viceversa, soggetti affetti da cervicalgia, possono presentare un quadro radiologico tutto sommato soddisfacente. Questo sta a significare che una valutazione funzionale da parte del fisioterapista sia molto più utile a capire l’origine del dolore rispetto ad un esame strumentale.
Quando invece i sintomi riguardano l’arto superiore sotto il gomito, è più probabile essere di fronte ad una problematica specifica a carico delle radici nervose e si parla di brachialgia o radicolopatia cervicale. I sintomi che possono esserci in questo caso sono: bruciore, formicolio, intorpidimento, alterazione della sensibilità, sensazione di debolezza o perdita di destrezza, iporeflessia. Altri segni che si possono ritrovare sono quelli legati alla riduzione della soglia del dolore, dolore in risposta a stimoli non dolorosi (ad es. in risposta al caldo, al freddo, al semplice tocco, etc), e dolore intenso allo stiramento del plesso brachiale. Le radicolopatie cervicali possono essere causate da: ernia discale, spondilo-artrosi (la quale può determinare un quadro chiamato “stenosi laterale”), spondilolistesi, patologie non muscolo-scheletriche (ad es. neoplasie), e da altre cause, talvolta anche traumatiche, nelle quali la radice nervosa viene lesa.
Infine, una cervicalgia od una cervico-brachialgia può essere causata anche da problematiche più gravi. In ognuna di queste condizioni ci sono segni e sintomi peculiari (dolore che ci sveglia durante la notte, cefalea intensa mai provata prima, disturbi agli arti inferiori, incontinenza urinaria, etc.) che il fisioterapista può riconoscere e approfondire solo allora con esami strumentali.
E’ bene ricordare che però che la maggior parte delle cervicalgie sono non specifiche, quindi del tutto benigne.
RACCOMANDAZIONI:
– compatibilmente con il dolore, rimanere attivi per accorciare i tempi di recupero e prevenire la cronicizzazione del disturbo;
– non eseguire, in prima battuta, esami radiologici che potrebbero evidenziare segni non direttamente correlati con il disturbo e quindi essere fuorvianti.
– di consultare un clinico per escludere la possibilità che i sintomi siano dovuti a cause non muscolo-scheletriche, riconoscere i quadri clinici che necessitano di un approfondimento diagnostico diretto all’individuazione di patologie specifiche (ad es. una risonanza magnetica è indicata nel caso in cui un determinato insieme di segni si associno ad una cervico-brachialgia.
La riabilitazione viene eseguita dal fisioterapista utilizzando le più recenti tecniche di terapia manuale ed esercizio terapeutico, in modo da ottenere una riduzione della sintomatologia e allo stesso tempo lavorare su una riduzione della probabilità di ricomparsa. Quando il problema riguarda quella piccola percentuale di dolore causato da problematiche non benigne ci avvaliamo della collaborazione di altre figure professionali (medici, dietisti, psicoterapeuti) per ottenere una presa in carico totale del corpo e della mente.

Focus
Perché viene il torcicollo?
Il torcicollo è un disturbo abbastanza comune, colpisce circa una persona su tre almeno una volta all’anno. È più comune nelle donne che negli uomini

