Mal di schiena

La lombalgia o ’mal di schiena’, è definita, come “un dolore compreso tra  l’ultima costa e le pieghe glutee inferiori, che può essere eventualmente riferito alla parte posteriore della coscia, ma che non interessa l’arto inferiore sotto al ginocchio”. Ha un’altissima prevalenza (80%) ed è considerato il primo disturbo muscoloscheletrico e seconda patologia per prevalenza mondiale. Il picco di prevalenza è tra i 30 e i 50 anni. Può impedire il normale svolgimento dell’attività lavorativa e delle attività quotidiane. Tuttavia la buona notizia è che solo una percentuale inferiore al 10% tende a cronicizzare.

La lombalgia non specifica può essere acuta, sub-acuta, cronica e ricorrente. Nei primi due casi si tratta di un evento isolato che, inizialmente (prime 4 settimane), viene definito acuto e, successivamente (4-12 settimane), viene definito sub-acuto. Nel caso, invece, in cui il mal di schiena abbia una durata che supera le 12 settimane si parla di mal di schiena cronico mentre se si ripresenta più volte entra i 3 mesi dall’esordio è ricorrente.

La persona con mal di schiena può presentare:

  • Dolore nella regione che va dall’ultima costa alle pieghe glutee inferiori con possibile irradiazione sulla coscia posteriore ma mai oltre il ginocchio.
  • Rigidità
  • Debolezza muscolare
  • Deficiti di coordinazione
  • Dolorabilità alla palpazione di trigger points.

Dagli esami radiologici, come RX, TC o risonanza magnetica nucleare,  possono emergere molti segni, quali ad es. riduzione degli spazi intervertebrali, protrusione del disco, artrosi delle articolazioni zigapofisarie, alterazioni “MODIC”, bulging discale, disidratazione dei dischi intervertebrali etc. E’ importante precisare che tali ritrovati sono presenti frequentemente anche in soggetti sani e, viceversa, soggetti affetti da lombalgia, anche persistente, possono presentare un quadro radiologico tutto sommato soddisfacente.
La diagnosi, pertanto, si basa prettamente sulla clinica quindi sull’insieme di segni e sintomi che emergono da anamnesi ed esame obiettivo.
Gli esami strumentali risultano utili solo in quei casi in cui si sospetta che la lombalgia non sia di natura muscolo-scheletrica ma riconducibile ad altra causa.
Il trattamento è conservativo e si basa su educazione e modifica delle abitudini del paziente, terapia manuale ed esercizio terapeutico personalizzato sul paziente.

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